A Roma nella sede del Pd scoppia il caso Calabria, Oliverio non cede e si rischia addirittura la crisi di governo

Il caso Calabria sta assumendo aspetti a dir poco grotteschi quanto inverosimili, ma, purtroppo, in realtà drammatici. Nella riunione fiume durata oltre otto ore nella stanza del vicesegretario del Pd, On. Lorenzo Guerini, è accaduto praticamente di tutto. Si è addirittura giunti a paventare per il caso Calabria la possibilità di una crisi di governo considerando che il coordinatore regionale del Nuovo Centro destra, il senatore Antonio Gentile sarebbe pronto ad abbandonare la maggioranza con altri senatori suoi amici se non dovesse andare in porto l'alleanza far il Pd ed il partito di Alfano anche in Calabria riproponendo sul piano regionale l'alleanza che regge le sorti del governo Renzi.Su tale proposta tiene duro il candidato governatore Mario Oliverio che non intende in alcun modo cedere. "Non mi faccio mettere sotto ricatto da nessuno", avrebbe detto in modo perentorio il candidato governatore Oliverio nel corso dell'incontro alla presenza di Lorenzo Guerini, Nico Stumpo, Marco Minniti, Ernesto Magorno, Lorenzo Cesa e Gaetano Quagliariello. E' ovvio che i coordinatori dell'Udc e del Nuovo Centro Destra, Lorenzo Cesa e Gaetano Quagliariello insistono con forza sull'alleanza.Ma l'alleanza fra il Pd ed il Nuovo Centro Destra che in Calabria è rappresentato dalla famiglia Gentile è considerata dall'intera coalizione del centrosinistra una vera e propria iattura anche perché il ruolo dei fratelli Gentile nel governo Scopelliti è stato un ruolo fondamentale come lo è stato anche quando i fratelli Gentile, dopo aver frantumato l'alleanza con Scopelliti, ne hanno decretato la fine politica alquanto ingloriosa dopo la cocente sconfitta alle recenti elezioni Europee.
"Il popolo delle primarie non capirebbe" avrebbe affermato ancora Mario Oliverio. E non sono in pochi coloro i quali sono usciti pubblicamente con comunicati stampa esternando la loro preoccupazione ed il loro sconcerto nell'eventualità di un accordo. Praticamente nessuno della coalizione del centrosinistra desidera allearsi con il Nuovo centro Destra della famiglia Gentile. Così come sembra che anche molti esponenti politici di Forza Italia non abbiano alcun desiderio di ritrovarsi come alleato il Nuovo Centro Destra. Alla fine potrebbe anche verificarsi che il Nuovo centro Destra, rimanendo isolato, sia costretto a correre da solo alle regionali con il vincolo di superare la soglia dell'8%, circa 85.000 voti, per poter eleggere dei consiglieri regionali. Alla fine, dice un vecchio e saggio proverbio "chi troppo vuole nulla stringe".

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